QUELLA COSA SEMPLICE CHE SI CHIAMA VITA

Oggi ho voglia di ricordare la mia prima notte del #CamminodiSantiago, a SJPDP

Era 11/2/2018 Ore 19,30.

Oggi voglio ricordare:

📕👣🌻

[ 𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐋𝐈𝐂𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐈 𝐂𝐇𝐈𝐀𝐌𝐀 𝐕𝐈𝐓𝐀]

(In una camera di ostello SJPDP)

“Ho già cenato, è stato l’unico pasto del giorno e mi sono già inserita nel mio bel sacco a pelo.

Fuori piove e riesco a percepirne il lieve fruscio.

Sono appoggiata su un cuscino che mi sostiene leggermente le spalle e osservo.

Di fronte a me un giovane giapponese con dei grandi occhiali neri che gli coprono metà viso, fa stretching e si sistema lo zaino.

Prova uno dei due buffi cappelli che tiene in mano e quando scopre che uno gli è piccolo ride di se stesso, si gira verso di me e me lo offre.

Sorrido e ringrazio, non accetto.

Rimango colpita dalla sua gentilezza e continuo ad osservarlo mentre continua a tirare fuori dallo zaino e dalle sue borse decine di cose.

Sembra confuso, quasi agitato.

Forse anche lui è semplicemente emozionato per domani.

Alla mia destra ho due giovani ragazzi australiani.

Entrambi con i capelli lunghi, tendenti al biondo.

Uno guarda il cellulare da quando sono arrivata, non credo abbia cenato, sembra coinvolto, forse sta guardando un film per azzerare i pensieri, l’altro legge un libro ed ha un’espressione di unica serenità.

Davanti a me sulla mia sinistra in un angolo buio, un giovane ragazzo coreano.

Ha cenato vicino a me stasera.

Indossava un paio di ciabatte di gomma blu con dei calzini di spugna bianchi.

Lo stile in persona insomma , ma d’altronde è un pellegrino e lo stile poco importa ( escluso alla sottoscritta).

Ha i capelli lunghi, biondi e dritti (lui non ha bisogno della piastra).

Mi fa tenerezza.

Mi trasmette un velo di tristezza, quasi malinconia.

Chissà cosa lo ha spinto ad arrivare fin qui.

Di fianco a me sulla mia sinistra, Matteo, il ragazzo italiano che ha preso l’aereo con me. Anche lui ora osserva il cellulare, scrive ad amici credo.

Lui è la razionalità in persona, o almeno, è convinto che essere razionali su tutto sia la cosa giusta da fare, probabilmente per provare a soffrire di meno o forse perché ha paura di soffrire ancora.

È molto gentile e ha un grande cuore anche se lui si definisce orso.

Mah!

Queste convinzioni limitanti.

Un altro ragazzo entra in questo istante, insieme ad una coppia.

anche loro non sono italiani ma sono riuscita a capire da dove provengono.

Cominciano a sistemarsi il sacco a pelo per la notte e frugano nello zaino.

Siamo in 9 che dormiremo insieme questa notte.

9 anime così diverse ma con uno scopo comune, arrivare a Santiago.

Il motivo per cui siamo qui è per tutti diverso, insieme al modo in cui affrontiamo questo cammino.

Ma ognuno di noi domani mattina si alzerà e camminerà per 25 km di cui molti in salita, con kg di zaino sulle spalle, sotto la pioggia intensa e tra la neve.

Ognuno di noi domani affronterà una sfida. C’è chi si lamenterà.

E chi sorriderà.

C’è chi pregherà

E chi semplicemente parlerà a se stesso e con se stesso.

In questo ostello si respira semplicità.

In questo ostello si respira storia.

La storia di ognuno di noi che anche se non viene raccontata a parole, ancora, in qualche modo viene capita.

Forse per questo si respira semplicità.

Perché nel silenzio, tra un gesto e un altro di ognuno di noi, c’è quella cosa semplice che chiamiamo vita.”

martinacarrarocoach.com

#100per100martina #tiallenoallafelicità #coaching

📕Diario di una ragazza in Cammino🌻👣

Martina Mental-Coach Carraro

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