[ NELLA CENTRIFUGA TRA LE FARFALLE E GLI ULIVI]

-l’approccio continua a piedi nudi sulla terra-

24 Settembre 2019

Dormo quasi 10 ore questa notte.

Da quanto tempo.

Mi sveglio piano.

Non ho fretta.

O meglio,mi ricordo che non devo averla, perché l’istinto è stato quello di alzarmi subito.

Sento il suono delle campane, sta per iniziare la preghiera del mattino a cui decido di non partecipare.

Scendo nel refettorio per prepararmi dell’acqua calda per l’ infuso del risveglio, risalgo in camera e con calma mi preparo per vivere questa giornata.

Dopo circa un’ora faccio colazione.

I frati mi fanno trovare 4 fettine di pane nero integrale con della marmellata fatta da loro.

Uno yogurt magro con tanto di scritta “fit” alle prugne e della frutta fresca dei loro alberi.

Una colazione inusuale, ma che accolgo e di cui mi nutro con amore.

Oggi , al contrario di ieri è una bellissima giornata di sole.

Esco.

Mi avvio a camminare tra gli ulivi.

I cani vengono con me.

Mi immergo in scenari spettacolari ricchi di pace e poesia.

Una Poesia dell’anima e per l’anima.

Semplicemente.

Ho voglia di scrivere la mia giornata di ieri e così, appena trovo un grosso sasso piatto pronto ad accogliermi, mi ci siedo sopra, prendo il telefono dalla borsa che ho portato con me per scattare qualche foto e inizio a scrivere sulle note.

Le dita scorrono fluide e lente.

Il fatto di non venire interrotta da Facebook, mail e messaggi what app mi permette di farlo pienamente concentrata solamente sul mio puro sentire.

Il silenzio del vento fa dondolare le foglie degli alberi che al suono ,mi ricordo di respirare.

Il cane si è disteso di fianco a me.

Lo abbraccio.

Lui mi lecca la mano e sospira, profondamente.

Smetto di scrivere e continuo a respirare profondamente insieme a lui fino ad arrivare a sentire il battito del mio cuore quando, ad un tratto ricordo che un anno fa oggi mi hanno diagnosticato il blocco ventricolare di primo grado durante gli accertamenti per poter essere donatrice del sangue.

Un anno fa la vita mi ha ricordato di rallentare.

Un anno dopo decido di vivere spontaneamente del rilento prima che lo faccia la vita stessa in modo brusco e violento, come ha già fatto più di qualche volta negli ultimi anni.

Un grande senso di gratitudine nasce in me.

Mi sento piena di questo tempo che mi sono presa per me, per fare niente, o semplicemente, per fare tutto ciò di cui ho bisogno di fare ora.

E così, termino la mia scrittura.

Passo ancora un po’ di tempo così per poi riprendere a camminare.

Faccio un po’ di salita quando trovo una sedia pronta ad accogliermi.

Mi siedo.

Lo scenario che ho di fronte è…

Boh! Straordinariamente sbalorditivo!!

Il lago, le colline, gli alberi

La natura.

Mi ritrovo in un turbine di dettagli visivi.

Decine di farfalle mi volano attorno.

E poi gli Uccelli .

Gli Alberi, mamma mia quanti sono!

E in lontananza vedo decine e decine di barche nel lago.

Decido di togliere le scarpe.

Rimango a piedi nudi, in pieno contatto con la terra ancora umida dalla pioggia di ieri.

Apro le braccia verso la distesa infinita che c’è di fronte a me e mi preparo ad accogliere questa centrifuga di quiete e dolcezza che l’universo mi sta dando.

Accolgo questa centrifuga di leggerezza e pace e su questa scia decido di continuare la mia giornata.

Decido di partecipare al momento di preghiera delle 12:40, ma vado nella chiesa mezz’ora prima per ascoltare il rumore sordo che solo che solo una piccola chiesa in un colle può dare.

Mi fanno quasi male le orecchie da quanto è forte questo silenzio, che ascolto senza paura e senza nessun tipo di distrazione.

Entro in piena connessione con lui , tanto da “spaventarmi” all’ingresso dei frati.

Mi godo il momento di preghiera per poi pranzare con dell’insalata, due uova e dei fagiolini, il tutto preparato con amore e leggerezza.

Risalgo in stanza.

E ora che si fa?

O cammino, o riposo.

O riposo camminando.

Mi stendo nel letto per qualche minuto, mi risale la voglia di muovermi .

Esco a fare ancora due passi ,ma mi rendo conto dopo qualche minuto che in realtà il mio corpo non ha nessuna voglia di camminare.

È la mia mente che ha difficoltà a rimanere ferma.

Mi siedo su di una panchina e mi dico:

“ ok Marty, guardati, ascoltati .

Sei stanchissima.

Che ne dici se torni a letto a riposare?”

E così faccio.

Il tempo di bere la tisana che avevo preparato e portato con me e rientro in stanza.

Nel letto c’è Morbidosa che mi aspetta.

E così decido di riposare con lei.

L’abbraccio e mi addormento.

Dormo un paio d’ore circa fino a quasi il momento della preghiera serale a cui decido di partecipare.

Oggi si parla dell’ascolto e del suo significato.

L’ascolto è accoglienza della parola .

L’ascolto al contempo precede il fare.

Viene sottolineato più volte che dopo l’accoglienza delle parole che avviene grazie all’energia femminile che è in ognuno di noi, è fondamentale mettere in pratica la parola grazie all’energia maschile che è in ognuno di noi.

Un’altro concetto che mi è rimasto impresso è stato quello di rendere concepibile l’inconcepibile.

Quante volte rimaniamo attaccati a situazioni per noi apparentemente inconcepibili ristringendo così le infinite possibilità che ci possiamo permettere di vivere quando invece ci mettiamo nelle condizioni di renderle concepibili?

Rifletto molto durante questa preghiera e provo molta gratitudine.

La giornata è quasi giunta al termine.

Sono ancora molto stanca, ma ricca di energia interiore, energia nell’anima.

Ceno, con dell’insalata, dei fagiolini e carote bollite un uovo e pezzettino di formaggio di cui non so il nome, non mangiandoli abitualmente.

Salgo in stanza e decido di connettermi a Facebook per condividere la mia esperienza di ieri prima di addormentarmi.

Ho piacere farlo, per continuare ad educare e guidare con l’esempio le persone che mi seguono.

Sono orgogliosa di me.

Sono grata di me.

Domani mattina mi spetta una chiacchierata con Frate Ermanno.

Buonanotte Marty.

❤️🌻👣

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