[DIGITAL DETOX] -Il primo approccio-

23 settembre 2019

Alle ore 15 arrivo in questo luogo divino, maestoso del suo silenzio.

Il sottofondo melodico è creato da una incessante pioggia e dal forte vento.

La copertina del pentagramma è data da un immagine di un immenso e armonico lago regnato da una vastità verde pino e ulivi.

Vengo accolta da un frate, con una delicatezza che sa di piuma ma con una fermezza che sa quasi di calamita .

Ne sono attratta.

Mi spiega alcune cose, mi illustra i luoghi che posso visitare, mi porta nella mia stanza.

Qualche minuto per ambientarmi.

Nel mentre, l’intensità della pioggia diminuisce.

Spengo la connessione dati del telefono e mi accingo a camminare tra gli ulivi.

Ci sono 4 cani in questo eremo e tutti e quattro mi seguono.

Che meraviglia.

Io e L’essenziale cominciamo a prendere forma e nel mentre comincio a sentire un senso di resistenza.

Porto con me il telefono per scattare qualche foto, che appena fatte sento il bisogno di condividere.


“Marty!!”

Mi dico.

“Vabbè dai , invio e ri-spengo”

Mi rispondo!

Ho terminato da due giorni le registrazioni del percorso di personal mental coaching, l’allenamento mentale e sensoriale di TE al 100%.

Le sessioni sono tutte guidate dalla mia voce e da delle slide.

Non si vede mai il mio viso.

Manca la mia presentazione e decido di farla qui.

Credo sia il posto migliore, e registrare una presentazione alla fine di tutto credo abbia il suo grande perché!

Non ho preparato nulla.

Non so cosa dirò.

Metto gli auricolari , avvio la telecamera e mi lascio scorrere in 8 minuti dove mi presento e presento il percorso.

Il panorama verde alberi e grigio pioggia è illuminato dalla mia maglia gialla, e riguardandomi anche dal mio sorriso.

Cammino ancora un po’ e poi rientro nella mia stanza.

Ho freddo.

Decido di accendere il pc, sto ricontrollando tutto il documento scritto del percorso TE al 100% che ho registrato.

Controllo un paio di sessioni , quando mi rendo conto che i miei occhi si chiudono.

Sono molto stanca.

Sono qui per riposare.

“Questo lavoro può aspettare anche 48 ore, non credi Marty? “

Mi dico.

Chiudo tutto e decido di uscire di nuovo .

Nel mentre smette di piovere .

Mi siedo su un muretto che fa da trono al panorama della città e del lago che non si vergogna affatto di essere così in basso!

Anzi.

Si fa vedere e sentire.

Le macchine scorrono veloci.

Sento il suono dei clacson in lontananza.

Il rumore delle sirene di un’ ambulanza.

Tutto è così veloce laggiù .

Quassù, invece tutto è così lento .

Così calmo.

Mi nutro di dettagli.

Visivi.

Auditivi.

Cinestesici.

Comincio a respirare profondamente, quando, mentre abbasso lo sguardo, mi accorgo di una grande lumaca che si muove ai miei piedi.

Mi fermo ad osservarla nella sua piena e inconfondibile lentezza.

E così tutto diventa ancora più lento.

Mi chino per accarezzarla, lo faccio così lentamente che subisce il mio tocco senza ritirarsi nel suo guscio.

Non è facile stare al ritmo di questa lentezza.

Me ne sto rendendo conto.

Negli ultimi due anni, dopo l’incidente e grazie ai miei cammini, Santiago e San Francesco, mi sono allenata a farlo, ma questa volta è ancora diversa.

Qui non ho nessuna meta da raggiungere.

Nessuna tappa da fare.

Non devo nemmeno procurarmi il cibo.

Ho “solo” due giorni e mezzo a disposizione, e questa cosa mi turba.

Sono solo due giorni e mezzo, non mi bastano.

Ho bisogno di più tempo, penso.

Sono due giorni e mezzo rispetto ad una vita di sfide che ho vissuto e una vita meravigliosa che mi aspetta e quindi qui devo voglio e merito di rallentare al 100%.

Andare piano.

Rendermi conto di un qui ed ora dove non esiste l’orologio.

Ma esiste solamente il mio respiro, il mio corpo, i miei pensieri e una calma silenziosa natura che mi circonda.

Non ho il telefono con me, l’ho lasciato nella mia stanza e mi rendo conto che mi sta mancando.

Ci lavoro e quindi è una sorta di dipendenza per me.

E come ogni detox che si rispetti, i primi momenti sono difficili.

Ma ripenso così al mio obiettivo e al perché sono qui.

Riporto l’attenzione al mio respiro e chiudo gli occhi qualche istante.

Mi viene da addormentarmi.

Dietro di me, una panchina.

Decido di stendermi.

Qualche raggio di sole comincia a fuoriuscire e con il suo calore che riflette nel mio viso mi lascio addormentare.

Non so che ora siano.

Lo ammetto.

Mi risveglio al suono delle campane delle 18,30 che richiama il momento di preghiera che sta per iniziare.

Il frate mi disse che ero libera di poterci partecipare come no.

Non sono una frequentatrice della chiesa, personalmente la ritengo una prassi ricca di schemi limitanti.

La frequento a necessità e quando non mi vede nessuno.

E così decido di andarci.

Il momento di preghiera è ricco di canti e io canto con loro.

Mi emoziono.

Qualche lacrima mi scende, quando mi rendo conto che sto trattenendo il respiro.

“Marty, lasciati andare”

Mi dico.

E così fu.

Passo questo tempo di preghiera ascoltando le parole.

Le ascolto bene e più di tutte mi rimane impressa questa frase di un lungo discorso.

“….perché chi vive con l’ amore nel cuore, ancora di più avrà, per chi non ci vive, gli verrà tolto anche quel poco che ha.”

L’amore nel cuore.

Cosa che ognuno di noi ha, ma non tutti ci vivono.

Eh già.

E così con amore riporto l’attenzione su di me, il mio cammino, i miei sogni, il mio perché.

Arriva il momento della cena.

Qui hanno l’orto e fanno l’olio extra vergine di oliva.

Sono nel refettorio con 8 tavoli e sono sola, quando esce dalla cucina un frate con un carrellino.

Un piatto di insalata.

Un pezzo di frittata.

3 fette di melanzane fritte.

Mezza mozzarella.

Un pezzetto di scamorza.

Del pane.

Ho avvisato i frati che non mangio carne, ma non ho detto loro che non mangio formaggi, fritto e raffinati.

Ho un mio regime alimentare a volte poco adattabile alla “massa” ,anche se in realtà è molto semplice, anche rispetto a quello della “massa.”

“Cosa faccio?

Mangio?”

Mi chiedo.

Eh Marty, è un cibo offerto, sei in luogo sacro.

Non puoi rifiutare.

Qui sei accolta e quindi accogli e lasciati andare.

Questo cibo, anche se non rispetta la tua alimentazione, è ricco di amore, quell’amore nel cuore di cui si è parlato poco fa.

E tu di amore nel cuore ne hai e ci vivi.

Nutrirti di questo cibo non può altro che farti bene ed alimentare il tuo amore.

Ricorda Marty, chi vive con l’ amore nel cuore, ancora di più avrà, per chi non ci vive, gli verrà tolto anche quel poco che ha.”

E così inizio a mangiare di gusto e con gusto.

Il frate esce dopo un po’ di tempo per accertarsi sia tutto ok.

Annuisco e sorridendo lo ringrazio.

Quanta gentilezza.

Quanta grazia.

Termino la cena.

Mi preparo una tisana e salgo nella mia stanza.

Sono le 20,30

Ho molto freddo.

Decido di fare una doccia calda per poi infilarmi sotto le coperte.

Mi metto gli auricolari per ascoltare una visualizzazione creata da me e mi lascio andare a me stessa e alla mia voce

Mi lascio guidare da Martina.

Mi affido a lei.

Mi lascio fluire.

Il tempo scorre lento.

Sono qui da 5 ore e mezzo.

Mi sto ambientando.

Respiro lentamente e con amore.

Mi addormento.

E con amore inizio a prendermi cura di me e del mio tempo.

martinacarrarocoach.com

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Martina Carraro-SPORT&LIFE MENTAL COACH

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